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Se una notte d'estate in fattoria...

Una notte...
dopo giornate di caldo torrido...

... mi ricordo percorrere vicolo del Gelsomino, una stradina a pochi passi da San Pietro, dove mi dicono ci sia una Fattoria.

"Una Fattoria?" pensavo tra me e me "Sarà sicuramente uno scherzo, come può esistere una Fattoria qui in pieno centro?".

E invece, dopo un centinaio di metri i rumori della città erano spariti, era apparso prima un cartello che diceva: "Attenzione, attraversamento bambini e animali!", poi una serie di case rurali, un trattore, una cavalla, tanta gente festosa e allegra...

Mi tornarono alla mente le parole di una famosa canzone del Quartetto Cetra: "... tra le casse e i ferri rotti... c'è un quadrupede piccino... attaccato a un calessino..." , e così via.

Erano ricordi di un antico passato quando da bambino mi recavo dalla nonna nella maremma grossetana.
Noi bambini vivevamo tutto l'anno nei casermoni della periferia romana, ma d'estate si tornava per qualche settimana nella casa dov'era nato "il mì babbo" e dove ancora viveva "la mì nonna", toscanaccia verace.

Era come entrare in un "piccolo stato", c'era un'organizzazione rurale che girava intorno a quel casale di pietre e tufo, gli alberi che la circondavano, gli umani che la abitavano da tanto e tanto tempo, difendendo quella realtà da tutti gli attacchi e le avversità, ma anche godendo delle piccole, ma importanti, felicità con cui la terra li nutriva.

Ma... eccomi di nuovo a Roma, ora ero in una vera Fattoria, con le stesse esigenze di quella della nonna... e da lontano si sentivano voci e suoni che stavano a indicare l'inizio imminente della serata.

Si festeggiava la "Notte di San Giovanni" o anche detta la "Notte delle Streghe", la festa popolare, una volta la più importante, per il popolo di Roma.
In quella notte, in un mix di sacro e profano, scendevano le streghe, si accendevano falò, si mangiava, si beveva, si cantava, si ballava...

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Comparve poi la "Strega Aida" che raccontò la sua storia a grandi e piccoli...
 

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clicca per ingrandire Dopo tante, bellissime, canzoni romanesche...
ecco avvicinarsi la mezzanotte...


 

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La strega aveva portato il fuoco sulla terra,
per invocare abbondanza, prosperità, vita...
per tutti gli abitanti di quel piccolo borgo
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Le genti di quel luogo,
come ammaliate da una musica dionisiaca,
cominciarono a danzare, prima piano, poi sempre più forte...
... nessuno riusciva più a fermarsi...

 

Anche il fuoco però alla fine si spense...
ma avevamo tutti l'impressione di aver vissuto una notte magica!

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Testo e foto di Italo Cassa



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Se una notte d'estate in fattoria...
Se una notte d'estate
in fattoria...

racconto e immagini della
notte di San Giovanni (leggi)


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leggi l'articolo che ci ha dedicato
il Corriere della Sera
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